The protector - originale

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BlastVampire

The protector - originale

Messaggio da BlastVampire » 07/12/2013, 22:07

Titolo: The prtector
Serie: Nessuna
Genere: Fantasy, Avventura, Yaoi, Het
Rating: Rosso ma non troppo (?)


Prologo


Tanto tempo fa il mondo era diviso in tre regni , quello degli umani, dei demoni e degli angeli, ognuno custodiva un oggetto che aumentava i lori poteri.
Un demone, Hebys accecato dalla sete di potere, iniziò a distruggere questi regni, i tre reali di entrambi i mondi unirono le loro forze e sigillarono il demone, furono noti e chiamati “I protettori”
Il mondo era ormai salvo, almeno tutti credevano così, ma il sigillo incominciò ad indebolirsi e Kegyto il dissidente del demone che sigillò al costo della sua vita il demone andò a cercare il discendente umano
Il regno umano era devastato da guerre senza fine, riuscirà Kegyto a trovare il discendete umano?

Note: I discenti hanno una stella in fronte, nera per i demoni, rossa per gli umani e bianca per gli angeli.

Il protettore umano diete in custodia all’angelo i tre oggetti in modo che fosse successo qualcosa sarebbe dovuto andare a cercarli

Atto uno





Il sole era alto nel cielo, fisso sulla cima montagna, dove 5000 anni prima era stato sigillato un demone Hebys, che aveva devastato i tre regni in cui era diviso quel mondo. Hebys voleva avere il potere e controllare i tre oggetti magici, ma fu fermato grazie ai “protettori”, i principi di tre regni, quello demoniaco, angelico e umano, il demone riuscì a sigillare Hebys al costo della sua vita, ma ora quel sigillo si stava spezzando.

Tutti nel regno demoniaco era preoccupati, anche lui, il principe dei demoni e discendete del precedente Protettore che sigillò Hebys, il suo nome era Kegyto ed era molto famoso per la sua forza fisica e potenza magica, riusciva ad usare il potere dei quattro elementi (terra, fuoco, aria, acqua), la magia nera e quella di sigillo.

Fin da piccolo Kegyto è stato addestrato dai migliori maghi e combattenti del regno, perché doveva diventare forte, doveva essere in grado di difendere il regno in caso di pericolo e quella situazione non era poi così lontana

Kegyto inoltre era considerato anche il demone più bello di tutti, aveva dei lunghi e folti capelli grigi, che legava spesso in una coda da cavallo, a volte in una treccia, a volte in una coda un po’ di morbida, altre volte li lasciava lisci, le orecchie erano a punta, la sua pelle era di un colore marrone quasi scuro, sul corpo c’erano dei piccoli segni fucsia e davano molto nell’occhio, segno che lo distingueva da tutti gli altri demoni era la stella nera simbolo del protettore demoniaco

Kegyto stava osservando il sigillo, scrutandolo e capendo la sua costituzione, ma non riuscì a farlo bene, era troppo complesso, decise quindi di rafforzarlo con il suo potere.

<< Non durerà molto! … per ora non posso fare molto… il sigillo e debole, posso rafforzarlo per un po’ ma durerà circa una ventina d’anni… non sono in grado di far molto>> disse Kegyto mettendo una mano sul monte << Können des Feuers, stärk Wasser können, der Erde können, der Luft können, schwarz können Mächte, die die Welt regieren, dieses Siegel!! *>>

Kegyto dalla stanchezza si accasciò terra, stremato e senza forza, aveva usato troppo potere, non ancora abituato ad usare tutto questa forza.

<< Principe, vi sentite bene?! >> disse un demone grande, con dei lunghi capelli ricci e rossi come il fuoco, due occhi viola, ed una pelle pallida come la neve.

<< Non è nulla… ho usato troppo pretere… va già meglio, non vi preoccupate! >> disse mentre si alzava

Kegyto si alzò in piedi iniziò a fissare il demone che si trovava davanti

<< Ho rafforzato il sigillo, ma non durerà a lungo… purtroppo non posso fare altro, era troppo complesso …>>

<< Capisco, se succederà qualcosa… >>

<< Ishuk… io devo andare nel regno umano>> disse mentre guardava il cielo << devo trovare il discendente del mondo umano >>

<< Principe, ma nel regno umano , ci sono battaglie e guerre fra i vari villaggi, potrebbe essere pericoloso! >>

<< Lo so … Ishuk… so che è pericoloso, ma devo trovarlo ed allenarlo, stavolta sconfiggeremo definitivamente Hebys, non ci limiteremo a sigillarlo, i protettori non erano pronti, ma noi invece lo siamo! Avverti Kehor, e dilli di nascondere in buon posto i tre oggetti sacri e di portarceli se Hebys si risveglierà >> disse Kegyto mentre si avviava al palazzo reale

<< Lo farò, ma voi state attento mi raccomando ! >>

<< Si lo farò, Ishuk proteggi tu in mia assenza il regno! >>



Kegyto dal palazzo prese degli abiti comodi dal palazzo, prese un cavallo e si diresse nel regno umano.

Mentre andava fuori fu fermato da una donna, bellissima, con dei lunghissimi capelli grigi come i suoi, lisci come la seta, un corpo magro, una pelle scura come la sua

<< Madre… >>

<< Tesoro mio, sei diventato forte >> disse la donna abbracciandolo << Kegyto, torna sano e salvo >>

<< si madre… starò attento >> disse mentre baciava la sua mano

<< Kegyto non dimenticare mai chi sei >>

Kegyto salutò la madre ed andò via, non capì bene la frase della madre e andò a prendere dei vestiti, delle armi e un po’ di provviste e partì alla ricerca del discendente umano nel regno.



Il sole stava tramontando, e tingeva il cielo di un rosso intenso, Kegyto arrivò in un piccolo villaggio rovinato dalle terribili guerre che stavano dividendo il regno.

Lo scenario che vedere era orribile, bambini feriti, senza arti, uomini che lavoravano duramente per ricostruire, una donna bellissima dai lunghi capelli biondi-rossicci stava aiutando e medicando i bambini, si avvicinò per darle una mano, non amava vedere soffrire le persone, aiutò dove poteva, senza chiedere nulla in cambio.



La sera per l’aiuto svolto ricevette da mangiare e una stanza gratis, il cibo non era molto, una manciata di verdure, che diete ai bambini che gli erano vicino.

La sera andò a dormire, ma la stanza nona aveva finestre solo buchi dove passava la luce, non c’erano bagni.



Per il villaggio incominciò a sentire una puzza di bruciato, il villaggio stava andando a fuoco, quello vicino aveva teso un imboscata.



<< … di questo passo moriranno tutti, devo andare dare una mano… >>

Kegyto uscì dalla stanza di tutta corsa, tutto era in fiamme, alberi case, anche alcune persone, cercò di aiutare, ma andò a prendere il suo cavallo per poter far scappare delle persone, ma quando tornò tutto le fiamme erano si erano propagato troppo e non poteva fare più nulla, non era riuscito a proteggere nessuno. Mentre andava a prendere il cavallo s’incominciò a sentire un pianto da neonato, si avvicinò cercando di sentire da dove provenisse, un neonato, un neonato con una stella rossa, lui lo riconobbe subito era il discendente umano, lo prese in braccio e gli sorrise dolcemente

<< Mi prenderò cura di te contento? >> gli sorrise dolcemente << … il tuo nome sarà Ereho>> disse con un bellissimo sorriso sulla labbra, che il bambino sembrò ricambiare.


La magia è in tedesco, lavevo tradtta con L&H power (adesso non lo uso più), Non c'era una scelta precisa, semplcemente quella lingua perché fi la prima che cliccai.

Tutti i nomi sono inventati da me, se esistono o sono uguali a dei vostri personaggi è solo una coincidenza

*Potere del fuoco, potere dell'acqua, potere della terra, patera dell'aria, potere nero, poteri che governano il mondo, rafforzate questo sigillo! (non sono brava a creare incatesimi)

BlastVampire

Re: The protector - originale

Messaggio da BlastVampire » 15/12/2013, 0:29

Atto due



Kegyto costruì una capanna poco dopo il ritrovamento di Ereho, dove lo aveva cresciuto per circa vent’anni, accudendolo con le proprie mani, come se fosse suo figlio, educandolo, e gli spiegandogli la loro missione, lo allenava quasi tutti i giorni, a schivare attacchi, a farlo attaccare con due spade che gli aveva regalato, dotate di un forte potere magico, che era in grado di usare solo lui, siccome quelle spade erano del “protettore umano” e rispondevano solo al loro potere e alla loro stella.

Kegyto aveva costruito una capanna anni prima, giusto per farlo vivere in un luogo sicuro, visto che aveva sigillato quel posto con una magia, creando una specie di barriera, che permetteva solo a loro due di poter vedere quel posto.

Ereho era cresciuto sano e forte, da piccolo era molto vivace e si cacciava spesso nei guai, disturbava animali che dormivano e questi lo iniziavano a rincorrere, rubava le ghiande agli scoiattoli, andava spesso a lago e rubava le uova delle papere, ma tutto questo facevano arrabbiare Kegyto e gli colpiva la testa con dei forti pugni.

Crescendo Ereho si era calmato, non era vivace come da ragazzino, era diventato molto più maturo e consapevole della sua missione, prestava molto attenzione agli allenamenti, ed viveva sempre con il sorriso sulle labbra, era molto positivo e non si scoraggiava facilmente.

In quell’istante Ereho si trovava al lago, dove si recava spesso per lavare i vestiti, e nel frattempo che si asciugavano al sole, faceva un bagno, quel giorno il sole era ricoperto da una vasta corte di nubi, gli abiti non si erano asciugati, doveva tornare, altrimenti Kegyto si sarebbe preoccupato per lui e lo avrebbe andato a cercare.

Ereho nuotando andò alla riva, con un asciugamano si asciugò tutto, si legò i suoi capelli neri, prese in mano l’armature che Kegyto gli aveva forgiato ed alla quale era molto legato, e iniziò a tornare alla capanna.

Un silenzio assoluto lo circondava, strano visto che in quella zona c’erano molti animali selvaggi, insetti, e volatili, doveva stare attento, stava succedendo qualcosa di strano.

Mentre si dirigeva alla capanna due strane ombre lo iniziavano a seguire, dall’aspetto sembravano due umani.

<< Ti sei perso ragazzo? >> disse ubriaco l’uomo << mmm… ehi … ah… tu sei un prostituito? >>

Ereho non rispose… iniziò a correre verso la capanna, ma inciampò su un sasso e cadde per terra.

Uno dei duomi uomini lo raggiunse davanti mentre l’altro dietro.

L’uomo dietro di lui si avvicinò, strappò gettando il pantalone di Ereho in aria, e iniziò mentre l’altro uomo iniziò a fermarlo per le braccia

<< Lasciatemi… >> disse Ereho dando un calcio verso l’uomo che si trovata di fronte a lui

I due uomini erano più tenaci di quel che pensasse, voleva difendersi con le sue katana, ma le aveva lasciate nella capanna.

L’uomo gli tolse l’armatura e incamiciò a toccargli i muscoli

<< Ke… Kegyto!!!! >> gridò Ereho con tutto il fiato che aveva in gola, sperando che lo avesse sentito.

L’uomo che gli bloccava le braccia, strappò un lembo dal suo vestito e con quello gli bloccò la bocca, poi prese due corde, con una legò le caviglie di Ereho, e con l’altra i polsi.

Ereho voleva fare qualcosa ma non riusciva a muoversi, non poteva gridare aiuto, ed il suo corpo era legato da quelle corde, ma erano troppo strette per riuscire anche a muovere le mani.

<< Kegyto… salvami…! >> pensò Ereho, e la stella rossa che aveva sulla fronte s’illuminò emanando una luce rossa intensa.

I due uomini non sapevano cosa fosse successo ma fecero finta di nulla, volevano continuare la loro opera, ma improvvisamente da un albero apparve un’ombra, man mano che si avvicinava s’incominciò a vedere un volto, era leggermente stupito, nel vedere una scena del genere, ma subito dopo, cambiò espressione era arrabbiato, isterico.

I due uomini guardare in faccia quell’essere non era umano, aveva il torso nudo, e si vedevano sulle spalle, braccia, polsi e sulla faccia, c’erano strano segni le suo orecchie erano a punta, non erano di certe umane, erano quelle di un demone, scapparono via subito lasciando Ereho legato come un salame.

Il demone guardò in cagnesco il giovane Ereho, si avvicinò e con tutta la forza che aveva gli diete un pugno sulla testa.

<< Ahia Kegyto!>> disse Ereho mettendosi le mani intesta

<< Così impari, ti ho detto mille volte di non passare per questo sentiero, ma tu no… passi sempre di qua! Lo sai che la mia barriera non copre questo sentiero >> disse Kegyto ancora arrabbiato

<< Non arrabbiarti! Stava per venire a piovere e i vestiti si sarebbero bagnati! >> provò a difendersi

<< Non trovare scuse! Lo sai che non posso permettere che tu muoia! Devo proteggerti per ora, sei ancora debole, non sei nemmeno in grado di usare il potere delle Katana! A proposito, ti ho detto mille volte di portarle con te! >> disse mentre avvicinava la sua testa a quella di Ereho.

<< Ma Kegyto… >>

<< Ma un corno!>> Mise un dito vicino al petto di Kegyto << Tu non lo sai quando sia facile per un umano morire, e poi guarda cosa ti hanno combinato, i tuoi pantaloni, devo andare a comprare un altro paia… >>

<< non è colpa mia… >>

Kegyto liberò Ereho strappando a mori le corde perché troppo strette, sui polsi e caviglie del ragazzo erano rimasti i segni rossi della corda.

<< Andiamo forza! >>

Kegyto incominciò ad avanzare verso la capanna, Ereho l’ho iniziò a seguire senza esitare, camminandogli dietro.

Arrivati alla capanna Kegyto ed Ereho cenarono, per poi andare a dormire nel letto arrangiato, con asse di legno e un materasso fatto con un lenzuolo comprato nella città vicino e piume di uccelli vari che trovarono per terra.

Quella sera Ereho non riusciva a dormire, si voltò verso Kegyto ed iniziò ad osservare il suo volto, quel viso appuntito, quei bellissimi capelli argentati, quella pelle color cioccolato, sentiva una strana sensazione dentro di lui quando lo guardava in quel modo, non riusciva a comprendere quello che provava, ma sapeva che non era normale.

Kegyto si girò verso Ereho.

<< Kegyto sei veglio? >> domandò il ragazzo

Gli occhi del demone si aprirono mostrando all’umano della bellissima tonalità di azzurro chiaro.

Il cuore del ragazzo iniziò a battere velocemente ma non capiva cosa volesse dire.

<< si… non riesco a dormire, anche tu? >>

<< si… >>

I loro sguardi s’incrociarono per un lunghissimo istante, gli occhi verdi di Ereho si erano persi in quelli azzurri di Kegyto, e viceversa.

Senza rendersene conto, le loro labbra si avvicinarono e si baciarono con passione.

Kegyto appena riprese conoscenza delle sue azioni, staccò di scatto le labbra da quelle di Ereho.

<< Ke..Kegyto… tu… >> disse l’umano un po’ stupito

<< Torna a dormire è meglio… >>.

Kegyto si era voltato dall’altra parte, non riusciva a credere a quello che aveva fatto, si sentiva strano in questi tempo, era sempre attratto da Ereho.

<< Kegyto… >> disse l’umano mettendo la mano sulla spalla del demone.

Kegyto sentiva l’odore di Ereho sulla sua pelle, ed era una tentazione troppo forte per lui, non riusciva a resistere, si girò verso il ragazzo.

<< Dormi… >>

Kegyto lottava contro la tentazione di rendere suo Ereho, il suo copro desiderava ardentemente quello di Ereho.

Ereho avvicinò le sue labbra a quelle di Kegyto, dandogli un bacio appassionato, stavolta si staccarono con lentezza e dolcezza.

<< Ereho?>>

<< mi era piaciuto… sai era proprio la sensazione che volevo sentire… >>

<< … ti prego dormi… >> disse Kegyto

<< Perché? Non riesco a dormire… >>

<< Altrimenti non resterò più…. >>

Ereho prese la mano di Kegyto intrecciandola alla sua.

Kegyto non riusciva più a resistere, prese il corpo di Ereho portandolo sotto di lui, inizio baciarlo con passione.

Kegyto ed Ereho s’iniziarono a togliere i vestiti, iniziò a baciargli il collo, scese fino al seno e gli iniziò a leccare i capezzoli, con la mano gli toccava la vita per poi accarezzagli il sedere.

<< ah… Kegyto… >> disse Ereho mentre abbracciava le spalle del demone.

Kegyto avvicinò le labbra a quelle dell’umano mentre lo iniziava penetrare.
Ereho prova un misto di dolore e piacere, si sentiva sicuro e protetto fra le spalle di Kegyto, ed lì che capì che il sentimento che provava in questi giorni era amore

<< Altrimenti non resterò più…. >>

Ereho prese la mano di Kegyto intrecciandola alla sua.

Kegyto non riusciva più a resistere, prese il corpo di Ereho portandolo sotto di lui, inizio baciarlo con passione.

Kegyto ed Ereho s’iniziarono a togliere i vestiti, iniziò a baciargli il collo, scese fino al seno e gli iniziò a leccare i capezzoli, con la mano gli toccava la vita per poi accarezzagli il sedere.

<< ah… Kegyto… >> disse Ereho mentre abbracciava le spalle del demone.

Kegyto avvicinò le labbra a quelle dell’umano mentre lo iniziava penetrare.
Ereho prova un misto di dolore e piacere, si sentiva sicuro e protetto fra le spalle di Kegyto, ed lì che capì che il sentimento che provava in questi giorni era amore.

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Re: The protector - originale

Messaggio da NyaNyaShoujo » 21/12/2013, 18:22

E' una storia dolcissima!!! [omgsocuteplz.gif]
Veramente molto molto bella! L'unica cosa è che alla fine c'è un pezzo ripetuto 2 volte ^^
Indipendentemente da quale sia l'obiettivo... decidere di fare una cosa, oppure di non farla significa fare una promessa a se stessi. Cioè all'unica persona in grado di rispettare o rompere tale promessa... Poiché nessun altro è in grado di assumersene la responsabilità... Se tu non ne sei pienamente convinta, senza questo non puoi promettere nulla a te stessa.. tuttavia anche quello comporta un rischio. (xxxHOLiC)

Pensavo che il mondo fosse cambiato, ma in realtà ero io quella che era cambiata.

Se pensi che sia deciso, allora potrebbe pure esserlo. Se invece pensi che non lo sia, allora potrebbe essere tutto da decidere. Il mondo non è ciò che esiste, ma ciò che costruiamo noi. (xxxHOLiC)

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BlastVampire

Re: The protector - originale

Messaggio da BlastVampire » 21/12/2013, 21:39

Davvero? Non mi eromi accorta della cosa, dovrei fare un po' di revisione.

BlastVampire

Re: The protector - originale

Messaggio da BlastVampire » 23/12/2013, 23:10

Atto tre


Erano passati quasi due anni dal giorno in cui Kegyto ed Ereho stettero insieme per la prima volta.
Entrambi innamorati ma nessuno dei due riusciva ad esprimere quello che realmente provavano, infatti, pensavano che l'altro desiderasse soltanto il rapporto fisico e per questo motivo non erano mai riusciti a confessarli

Quella era una serata senza luna e senza stelle, il cielo era così nuvoloso che non lasciava intravedere nulla. Gli animali erano agitati troppo agitati e Kegyto era preoccupato, sentiva che stava per accadere qualcosa, fuori all'aria che ricopriva la barriera che aveva eretto
«Cosa c’è Kegyto?»
«Nulla non ti preoccupare, continua a dormire»
«Tu sie preoccupato per qualcosa e non mi sbaglio, ti conosco troppo bene»
Kegyto accarezzò dolcemente la testa del ragazzo che si trovava al suo fianco.
«Non è nulla, sul serio.»
Ereho guardò con un sguardo rattristito il principe, ma cercò di non far scorgere quel suo stato voltandosi dalla parte opposta. Non capiva come mai lo continuasse a trattare come un bambino nonostante stessero sempre insieme, non palava mai con lui su quello che stava accadendo sul serio.
Gli aveva parlato di Hebys e della loro missione, ma sentiva che gli aveva nascosto gran parte della verità.
«Ereho...»abbracciò da dietro l'amato che udendo la sua voce aveva capito cosa volesse
«Non sono in vena oggi...»
«Ne sei sicuro?»sussurrò al suo orecchio «io invece desidero tanto stare con te ora»
Ereho non riusciva mai a resistergli, ormai dipendeva troppo dal sesso con il demone. Era sempre così intenso e passionale che era impossibile per lui farne al meno.
Il ragazzo credeva che Kegyto lo usasse solo per far colmare i suoi istinti, d'altronde era l'unico con quale potesse farlo in quel luogo era allo stesso tempo felice e triste.
Anche il principe provava le stesse sensazioni di Ereho, pensava che volesse solo provare piacere che non fosse innamorato di lui.
«Kegyto... ho detto... di..»ormai era tardi le labbra del demone erano già appiccicate alle sue.

Attorno al palazzo reale del regno dei demoni una fitta nube nera circondava la cima della montagna più alta, quella in cui si trovava il sigillo che impediva a Hebys di uscire.
«Yadaw svegliati!»gridò una giovane demone bussando violentemente contro una porta nera.
«Mashiya... che c'è?»domandò una voce maschile aprendo la porta.
Davanti alla ragazza apparve un alto demone, dai medio-corti capelli rossi che gli arrivavano fino al collo,e due enormi occhi verde chiaro.
Indossava quella una paio di pantaloni verdi e sopra quella che sembrava una camicia bianca.
«cambiati subito! Sta succedendo qualcosa di insolito alla montagna. Andiamo a controllare»
«Ma c'è Ishuk lassù no?»
«Si, però ha mandato un messaggio dobbiamo andare subito a controllare. Credo che stia succedendo qualcosa di davvero preoccupanti, non la senti che aria tesissima?»
«Ora che mi ci fai pensare, oh no...»
«Cosa c'è? La barriera si sta infrangendo, vai a chiamare Kehor! Dobbiamo mandarlo da Kegyto!»
« L'ho già chiamato ora credo si stia dirigendo proprio da nostro fratello.»
«Stai proprio diventando grande, piccolina»
«Ti ricordo che ho già cento anni»disse puntualizzando la sua età
Yadaw accarezzò i capelli della sorella minore, come faceva quando erano bambini.
I capelli di Mashiya erano dello stesso colore e nessuno avrebbe fatico a riconoscerne la parentela Gli occhi erano più chiari come il colore della madre, la pelle era la stessa del loro defunto padre.
Solo Kegyto aveva ereditato completamente i tratti della madre erano praticamente due gocce d'acqua, Yadaw lo era del padre e Mashiya li aveva mescolati.

Kehor volava più velocemente che poteva, da Kegyto, doveva avvertilo dell'imminente pericolo.
Era già stato una volta alla capanna, una volta il piccolo Ereho stava talmente male che lo dovette curare con i suoi poteri. Quanti anni aveva allora? Uno al massimo due, chissà se l'avrebbe riconosciuto. Poco ci sperava.
L'angelo velocizzava sempre di più la velocità del volo, si era reso conto che gli animali era fin troppo agitati, il pericolo era davvero più grave di quello che voleva sembrare
Dove iniziava la barriera eretta da Kegyto? Non lo ricordava, si stava perdendo dentro quella foresta. Erano troppi anni che mancava da li, l'amico non gli aveva fatto avere ne sue notizie e non aveva chiesto più il suo aiuto. Immaginava che fosse sempre impegnato ad allenare Ereho.
Provò a concentrarsi, probabilmente avrebbe potuto avvertire la presenza di quella barriera, era stata eretta proprio per permettere solo a loro tre di oltrepassarla, quindi non c'erano problemi se la cercava.
Avvertiva il debole potere in lontananza, vero est, dove c'era un piccolo
“Devo sbrigarmi” pensò l'angelo aumentando la velocità
La capanna era più lontana di quello che immaginava, quanto altro ancora doveva volare?Era stanco e le sue ali sembravano non volerlo più rispondere ai suoi comandi ma doveva farcele, quella era una questione di vita o di morte non un capriccio o altro.

Le labbra del demone si muovevano sul copro dell'umano, stava baciando tutto di lui. Era davvero una sensazione stupenda avvertire la lisce e morbida pelle di Ereho sotto la sua bocca, era così delicata che assomigliava quasi alla seta.
Ereho invece non riusciva proprio a resistere, appena aveva iniziato a baciarlo i suoi sensi si erano come paralizzati e per lui esisteva solo quel demone. Era proprio così, a parte Kegyto non conosceva nessun altro, tutto quello che aveva imparato sugli essere umani lo doveva proprio al principe visto che lo aveva istruito come avevano fatto con lui.
«Ke... Kegy..to»
Aveva pronunciato il suo nome in modo così sensuale, che non resisteva più, doveva farlo suo ma prima doveva prepararlo.
Desiderava tanto stare con lui, non perché trovava solo piacere ma anche perché quelli erano i pochi momenti in cui poteva stare con Ereho senza fargli accorgere quello che realmente provava.
Le emozioni che lo inondavano quando stavano assieme erano erano troppo intense e nemmeno lui riusciva a descriverle. Una delle poche cose che riusciva a comprendere era il non poter rinunciare a Ereho.
Stava preparando ancora il corpo del ragazzo quando sentì strani rumori proveniente fuori dalla capanna. Qualcuno o qualcosa era caduto sfondando la porta, non ci fece troppo caso e continuò a con concentrarsi sul corpo dell'ammanto.
«Ke... Kegyto … c...c'è qualcuno la fuori guarda!»disse il ragazzo facendolo voltare.
Kegyto si volto, davanti ai loro suoi occhi, c'era una massa di biondi, e piccole piume sparse per il pavimento. L'unica persona che era capace di cadere in quel modo la conosceva fin troppo bene. Cosa ci faceva in quel luogo non l'aveva mai capito.
«Kehor?»domandò il demone
«Certo che sono io...»disse alzandosi e spolverandosi la vecchia tunica bianca
Il volto dell'angelo cambio rapidamente colore davanti alla scena che aveva davanti, vestiti gettati in preda alla passione, il corpo dell'amico sotto quello del piccolo Ereho.
Cosa diavolo stava stava succedendo in quella capanna? Quei due stavano spassandosela mentre il regno dei demoni era minacciato da qualcosa d'insolito?

BlastVampire

Re: The protector - originale

Messaggio da BlastVampire » 04/01/2014, 23:18

Atto quattro



Yadaw indossò velocemente l'armatura, per raggiungere sua sorella che nel frattempo l'aveva già preceduto fuori dal palazzo reale.

Lui era il più grande di tre fratelli e si sentiva in dovere di proteggerli, gli aveva visti crescere lui era già abbastanza grande quando nacquero. Erano così piccoli ed indifese che già allora decise che avrebbe fatto qualsiasi cosa per la loro incolumità.

Ricordava ancora quando fossero felici i suoi genitori quando nacque il loro secondogenito che aveva ereditato la voglia del loro nonno morto cinquemila anni prima, lui che conosceva già la storia del suo antenato sapeva quando fosse importante e fu proprio per quel motivo che decise che mai avrebbe permesso a qualcuno di fargli del male, era suo fratello maggiore dopotutto.

Non solo si sentiva in dovere di difendere i suoi familiari, ma tutto il regno in quanto erede al trono, sopratutto voleva farlo per sua madre, che negli ultimi anni la sua salute s'era aggravata molto.



Non riusciva più a stare in piedi ed era costretta a letto. La sua faccia ormai completamente stravolta, era deperita molto il viso era completamente scavato, a coprire il volto ormai c'era solo uno strato sottile di pelle che si deteriorava sempre di più. Era malata, malata di vecchiaia. Era vissuta a lungo, troppo a lungo, aveva visto la precedente battaglia, ed aveva visto con i propri occhi la morte del proprio padre.

Doveva essere stato difficile per sua madre vedere morire l'uomo che per anni aveva governato sovrano del loro regno, proteggendo da tutti quelli che incombevano per impadronirsi della sua forza, per anni ci era riuscito, fino a quando Hebys non fu talmente assoggettato dalla sete di potere da perdere completamente la testa, una minaccia che gli costò la vita.

Ricordare la storia, gli faceva credere quando fosse forte l'amore che suo nonno provava per i suoi sudditi, per lui era un esempio da seguire, aveva sempre sperato di diventare un demone forte e coraggioso come lui.





Mashiya osservava il cielo, ormai la cima della montagna era completamente circondata da quell'ammasso di nubi che diventava sempre più scuro.

Quella visione le faceva provare solo una terribile angoscia, il suo petto si strinse in una morsa oscura a furia di tenere gli occhi fissi, avvertiva una terribile sensazione, una pesantezza che le impediva quasi di respirare, era terribile.

Cercò di pensare più volte a cose positive, come al fatto che suo fratello stesse ritornando dopo tutti quegli anni, poteva finalmente vedere il ragazzo che quest'ultimo aveva cresciuto con le sue forze, ma sopratutto non vedeva l'ora di essere fra le braccia di Kehor, il suo ragazzo.

Stavano insieme da diversi anni, poco dopo la partenza di Kegyto, Kehor aveva incominciato ad insegnare alla ragazza alcuni incantesimi curativi, sotto consiglio dei sue due fratelli, essendo entrambi specializzati in magia nera pensarono fosse meglio che almeno un membro della loro famiglia conoscesse la magia bianca che in battaglia era sempre utile, fu proprio per quella richiesta che fra i due nacque una storia d'amore.

«Kehor, quando ci metterà ad arrivare?» Domandò ad alta voce la ragazza. «Le cose non stanno affatto andando bene.. ho paura..»



Yadaw poco dopo raggiunse la sorella.

Era stanco ed affaticato, aveva corso come un forsennato per poter arrivare l'uscita della dimora, non era abituato a correre, nonostante avesse fatto ore e ore di allenamento da ragazzo, era forte ma un suo difetto era la scarsa resistenza, era forse quello dei tre che si stancava più facilmente, un ostacolo al suo sogno di diventare un eroe come suo nonno.

Restò un po' fermo ad osservare il volto preoccupato di Mashiya, dal suo sguardo traspariva tutta la preoccupazione che sentiva quest'ultima, l'abbracciò per confortarla, era l'unica cosa che in quel momento sapeva di poter fare.

«Andrà bene vedrai.» Disse verso la più piccola.

«Spero che tornino presto, non so se riuscirò a fare molto, conosco solo magia bianca, voi due avete insistito per il fatto che io imparassi quella.»

«Cerca di capire, una guaritrice fa sempre comodo alla fine, ma sei abile con la spada.»

«Eh già.. nostro padre c'insegno a combattere, era un grand'uomo..» Tristi ricordi riaffiorarono nella mente della giovane principessa, dolorosissimi che la fecero piangere ancora una volta. «È per colpa mia s'è morto..»

«Non sapevi che quel fiore fosse tossico, non fartene una colpa..»

«Non pensiamo al passato!» Disse la ragazza andiamo asciugandosi la mano.

Il senso di colpa continuava a divorarla, fin da quando era una bambina.

Aveva sempre amato i fiori, un giorno come faceva spesso uscì per trovarne alcuni da regalare ai suoi familiari, trovò quello che pensò fosse il più bello di tutti.

Ricordava ancora il viola intenso di quei petali, con quelle piccole sfumature rosacea che creavano alcune onde sui petali, decise subito di donarlo al padre, non sapendo che quella sarebbe stata la causa della sua morte. Neanche i poteri di Kehor riuscirono a far nulla per salvare la vita, il miasma velenoso aveva ormai completamente annientato tutte le sue difese immunitarie. Mashiya ne aveva respirato poco, quindi per l'angelo fu facile salvare la vita. Non avrebbe mai perdonato se stessa per essere stata la causa della morte di suo padre. Nessuno dei suoi fratelli neanche sua madre sembrò dargliene una colpa e questo non l'era mai stato di conforto.



«Mashiya..»

Yadaw aveva sempre saputo del dolore che sua sorella continuava a portarsi dentro, avrebbe in qualche modo voluto aiutarla, ma sapeva che nulla le sarebbe stato d'aiuto, era uno shock troppo radicato.

Voleva proteggerla, voleva che si dimenticasse di tutto e che tornasse la ragazza allegra e solare che era un tempo, forse era impossibile un trauma come quello non lo si superava così facilmente, anzi credeva proprio che fosse impossibile da scordare.

«Facciamo presto.» Disse rivolto alla ragazza sperando che cambiando discorso potesse in qualche modo migliorare il suo umore.



I due iniziarono a dirigersi verso la stalla, il monte distava parecchie ore dal loro palazzo, e tutti quei chilometri a piedi erano davvero troppi, anche perché la salita era ripidissima e quasi impossibile da percorrere a piedi, ma con un animale come un cavallo forte ed agile la salita era molto più semplice, nonostante fosse lo stesso complicato.

Decisero di prenderne uno solo, entrambi sarebbero saliti sullo stesso destriero, uno stallone, il più forte ed impavido di tutti, era possente dal manto completamente rosso e criniera dello stesso colore, gli occhi enormi che tendevano al verde, si chiamava Mashor come il loro defunto padre, il nome lo scelse proprio sua madre, disse gli somigliava in un modo incredibile.

Yadaw salì sulla sella, aiutando poi la sorella minore a farla accomodare dietro di lui.

«Tieniti forti, andremmo veloci»

Una delle abilità dell'erede al trono, era proprio cavalcare, non esisteva nessun cavaliere più bravo, neanche suo fratello Kegyto era alla sua altezza.

Il primogenito era talmente abile che riusciva a domare i cavalli più ostile, era un vero mastro in quel campo, nessun destriero riusciva a non sottostare ai suoi ordini, era come se il demone avesse qualcosa che rassicurasse gli animali, lui capiva i loro linguaggio e a sua volta faceva sì che questi ultimi lo comprendessero facendosi amare da loro, aveva un rapporto speciale con tutti gli esseri viventi.

Mashor era agile e veloce, scalare la montagna con l'aiuto di quel cavallo non fu particolarmente difficile, il sentiero che percossero era abbastanza spazioso e non c'erano ostacoli che non riuscì a superare ed evitare.





Il cielo in quel momento non augurava nulla di buono, le nubi erano talmente scure che l'angoscia di Mashiya non faceva altro che aumentare.

Erano di nero innaturale, sembravano quasi scature dalla malvagità di Hebys, al pensiero che il sigillo si stesse per spezzare, la ragazza era spaventata a morte. Non era una tipa che aveva paura di molte cose, ma il solo pensiero che quel demone stesse per risvegliarsi la terrorizzava a morte in qualche modo.

«Le cose non sembrano andare bene..» Disse il primogenito. «Mashiya è meglio se torni a casa per chiedere rinforzi.»

«Ma non possiamo..»

«Mashiya senti, la cosa è più grave di quel che immaginassimo»

«Non ti lascio solo!»

«Mashiya, ti prego!»

«Ma..»

«Niente gmah!» Disse il principe alzando la voce. «Vai a casa, chiama rinforzi e ritorna poi, io andrò a dare un occhiata»

«Yadaw! È pericoloso»

«Mi dispiace, Mashor riportala a casa.» Disse accarezzando il muso del cavallo. «Conto su di te»

«Yadaw!»

Il fratello diete un colpo al callo che iniziò ad allontanarsi sempre di più.

Era dispiaciuto di aver mandato via così la sorella, l'aveva fatto solo per proteggerla il suo istinto gli aveva detto che fosse la cosa migliore da fare, era troppo pericoloso per la ragazza ed era suo compito in quanto suo fratello maggiore ed erede al trono prendersi cura di lei.



Il demone iniziò ad avanzare, facendo attenzione ad ogni minimo suono che sentiva. Aveva udito molto sviluppato, sopratutto quando di trovava in mezzo alla natura selvaggia riusciva ad avvertire il respiro degli animali, il fruscio delle foglie mosse dal vento e persino il suono della rugiada che alla mattina presto cadeva sul suolo.

Quel giorno però era tutto estremamente silenziosa, una cosa che Yadaw aveva imparato era che quando c'era un pericolo imminente gli animali scappavano come se avvertissero prima quello che stesse per accadere.

Era pericoloso, fosse davvero più di quello che avesse immaginato, si chiese se avesse fatto bene a far allontanare la sorella.

gE se fosse una trappola?h si chiese fra se e se continuando a guardare dove mettesse i piedi.

Era quassi arrivato al sigillo, mancavano pochi altri passi e si sarebbe trovato davanti alla più grossa gabbia magica che esistesse sulla faccia del pianeta.

Il cuore del principe batteva a mille, era terrorizzato, ma allo stesso eccitato, aveva sempre desiderato poter mettere alla prova le sue capacità e finalmente avrebbe potuto dimostrare le sue capacità.

Si nascose dietro un enorme roccia, scrutando bene nei dintorni prima di buttarsi alla cieca. Non era un tipo impulsivo, non troppo almeno, e prima di compiere una qualsiasi mossa avventata rifletteva sulle azioni giuste da compiere. Gli avevano insegnato che un vero re non dovesse prendere decisioni sul momento e che dovesse analizzare bene la situazione, sopratutto durante una guerra come questa.





Le nubi iniziarono man mano ad espandersi, coprendo tutto il cielo e una pioggia fittissima iniziò a scendere storta spinta dal fortissimo vento da essere così potente da riuscire a sradicare anche i fiori dal terreno circostante, in tutto quello ci si mettevano anche i lampi e tuoni, così rumorosi che la terra sembrava tremare.

Nell'aria assieme a tutto quello Yadaw avvertì delle grida disperate, tormentate, lanciate da una voce malvagia e piena di rabbia, si trattava senza dubbio di Hebys, era qualcosa di straziante, non sapeva il motivo ma era quella la sensazione che provava, un dolore all'interno di se stesso che gli oscurava completamente il cuore.

gCos'è questa sensazione.h si chiese il demone, toccandosi il petto completamente dolorante.

Era senz'altro opera della malvagità di Hebys, doveva essere quello il motivo non c'era dubbio, ma sentiva anche qualcos'altro, proveniva dal suo animo, un insolito dolore.



Le grida diventavano sempre più udibili, e sempre più forti, fino a quando non si sentì un grosso scoppio.

«Sono Libero!!!!!!!!» Disse una voce malvagia dopo un ultimo malvagio grido.

Era Hebys che si era liberato dal sigillo impostogli cinquemila anni addietro e finalmente poteva vendicarsi.

NOTE
Questo è l'ultmo capitolo che ho pubblicato per il momento, ho quasi terminato quello seguente, dovrei solo correggerlo e rivederlo

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