Un pasto romantico - Hanns Gottfried con Duke Davies

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_aGreenFreeWorld

Un pasto romantico - Hanns Gottfried con Duke Davies

Messaggio da _aGreenFreeWorld » 29/05/2013, 16:48

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_aGreenFreeWorld

Re: Un pasto romantico - Hanns Gottfried con Duke Davies

Messaggio da _aGreenFreeWorld » 29/05/2013, 17:17

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Mi portò in una focacceria. Un locale piccolo e accogliente dove ogni cosa profumava di focaccia appena sfornata. Non immaginavo esattamente un posto simile per il mio pasto, ma con la fame che avevo a quel punto qualsiasi cibo sarebbe andato più che bene. Aspettando giungesse il nostro turno osservavo il mio accompagnatore che con gli occhi mangiava ogni vivanda scorgesse nel bancone. Era incredibile come tutta la situazione avesse preso una piega così inaspettata.
Cosa preferisci? gli chiesi una volta che la donna grassoccia dietro il bancone si rivolse a noi. Presi quanto raccomandatomi dalla mia affascinante guida e mi diressi alla ricerca di un posto libero. Ne scorsi uno in lontananza e mi avviai col pacco ricco di cibarie. Era uno di quei posti tavolo che andavano tanto di moda nei bar: una specie di mensola abbastanza alta con tre altrettanto alti sgabelli sotto. Neanche questo corrispondeva alla mia illusione romantica. Avrei di certo preferito un posto un po' più appartato dove fare conversazione più agevolmente, dove avrei potuto parlare a cuore aperto con quel giovane. E magari mi sarei potuto prendere anche un altro bacio.
Ma in un posto del genere non mi sarei mai azzardato a fare qualcosa di simile. Quindi presi posto sullo sgabello e posizionai il fagotto con gli acquisti sul tavolo.

RuinNoYuki

Re: Un pasto romantico - Hanns Gottfried con Duke Davies

Messaggio da RuinNoYuki » 29/05/2013, 17:50

Ordinai quante più cose possibili e seguii l’altro ad un posto in un angolo del locale.
Incominciai a scartare i pacchetti di carta, tirandone fuori le succulente focacce profumate e, dopo aver sbiascicato un “buon appetito" diedi il primo morso.
Proprio in quel momento concentrai l’attenzione sul mio vicino.
I capelli biondi gli ricadevano sul bel viso nascondendo parzialmente gli occhi chiari mentre le spalle ENORMI (mi sfuggì mentalmente) erano incurvate verso il tavolo.
Mi spostai leggermente sullo sgabello, sistemando meglio la mia seduta e, mentre masticavo, incominciai a sentirmi a disagio.
Odiavo quel silenzio che si era formato all’improvviso, soprattutto quando non avevo nient’altro a cui pensare.
Corrucciai lo sguardo rimuginando su cosa dire, giusto per non fare la figura del pesce lesso approfittatore di focaccia altrui.
Non venendomi nulla in mente incomincia a fissare i suoi occhi e i gesti delle sue mani, alla ricerca di un piano d’approccio.
Ehm…
Richiusi la bocca, aspettando il suo sguardo nel mio.
Mi chiamo Duke…
Ciao Duke!
Rispose la mia perfida mente.
Avrei anche potuto sforzarmi di più…

_aGreenFreeWorld

Re: Un pasto romantico - Hanns Gottfried con Duke Davies

Messaggio da _aGreenFreeWorld » 29/05/2013, 18:14

Duke, Duke. Allora così si chiamava. Quelle due sillabe riempirono per un momento la mia mente. E ripresi ad osservarlo come prima, nei vicoli umidi di Londra. Dovunque guardavo -fossero i suoi capelli dal taglio tanto personale, fossero le sue mani dalle dita lunghe- vedevo come quel nome fosse ben impresso nella sua carne.
Hanns. mormorai soprappensiero con lo sguardo perso nei tratti di... Duke. Come mi sembrava strano pronunciare quel nome anche solo nei miei pensieri. Sembrava mio e allo stesso tempo lontano, disperso in un vortice di eventi che non potevo conoscere ma che bramavo di sapere. Hanns Gottfried, comunque
E sorrisi. Di nuovo. Era un gesto incondizionato della gioia intima che mi avvolgeva all'idea di poterlo conoscere. Di cominciare a conoscerlo, pian piano come si scarta un cioccolatino caro, l'ultimo della scatola. Mi sentivo un po' come Gustav Aschenbach, accecato come lui dal fascino inaspettato di un ragazzo incontrato in terra straniera; però io a sua differenza avevo avuto la possibilità di interagire, col mio Tadzio.

RuinNoYuki

Re: Un pasto romantico - Hanns Gottfried con Duke Davies

Messaggio da RuinNoYuki » 29/05/2013, 18:50

Successe all’improvviso con la sua voce che sicura sussurrava il suo nome, Hanns.
Sentii un brivido intenso partire dal collo e successivamente distendersi lungo le gambe e le braccia.
Rimasi incantato a fissarlo mentre il suo sguardo vagava su di me, infiammandomi, quasi fosse stato un raggio caldo, tutto il corpo.
Sentì la mia pelle diventare bollente e la temperatura corporea alzarsi violentemente.
Era bellissimo, ma prima non l’avevo notato, troppo intento a far vagare la mia mente come al solito.
E la sua voce.. era come un sospiro a fior di pelle.
In quel momento me lo stavo mangiando con gli occhi.
Il viso, la linea marcata della mascella che scendeva fino alla forma semi nascosta della clavicola.
Le larghe spalle e le braccia che terminavano con delle mani ampie, mascoline.
L’unica cosa che mi impedì di continuare quella nuova scoperta e raggiunger con gli occhi il ventre e le cosce fu la consapevolezza di avere il suo sguardo ancora su di me.
Spalancai gli occhi e mi irrigidii.
Dovevo tranquillizzarmi, rinfrescarmi le idee e riprendere il controllo del mio corpo, ormai in completa balia solo alla vista dell’altro.
Scesi lo sgabello quasi lanciandomi e, adducendo come scusa ad un impellente bisogno fisiologico, mi fiondai, passando attraverso alla calca di gente in fila alla cassa, sulla porta del bagno.
Appena entrato aprii il rubinetto dell’acqua fredda e misi la mia testa sotto il getto d’acqua.
Quando alzai gli occhi un me stesso dal viso rosso e turbato mi restituì lo sguardo.
Calmati Duke, calmati!
Continuavo a ripetermi.
Stavo incominciando a pensare che quell’incontro non era poi stato così male.
Ultima modifica di RuinNoYuki il 29/05/2013, 19:56, modificato 1 volta in totale.

_aGreenFreeWorld

Re: Un pasto romantico - Hanns Gottfried con Duke Davies

Messaggio da _aGreenFreeWorld » 29/05/2013, 19:29

Lo guardai mentre si allontanava verso il bagno e non potei impedire al mio sguardo di scivolare sul suo posteriore stretto nei jeans scuri. Mi passai subito una mano sugli occhi quando mi accorsi di quello che stavo facendo. Era la prima volta che mi comportavo così. Mai prima di allora mi era capitato di perdere il controllo in quel modo, di fissare continuamente qualcuno così, senza alcun ritegno.
Ripresi a mangiare il mio trancio di focaccia. Forse era corso in bagno perché si era sentito a disagio. Effettivamente il suo comportamento era un po' nervoso e le gote gli si erano nuovamente arrossate. Ma lì per lì non mi era interessata molto la motivazione di quel gesto improvviso, tanto ero preso a studiare l'afflusso di sangue alle sue guance.
E se fosse davvero così? Se davvero aveva avuto bisogno di allontanarsi, di mettersi al riparo dal mio sguardo indagatore? Che stupido che ero stato a lasciarmi travolgere a quel modo dai sentimenti che, improvvisi e impetuosi, erano sbocciati nel mio animo. Ora che ci pensavo, l'avevo addirittura BACIATO! Così su due piedi, persino prima che ci presentassimo. E poi avevo nascosto tutto con quella facciata, cercando di parere tranquillo. Che stupido! Che stupido!
Ma cosa potevo fare a quel punto? Guardai la focaccia che giaceva abbandonata tra le mie mani. Dovevo andare in bagno.

Irruppi in bagno senza troppi preamboli. Rimasi lì sull'uscio a guardare Duke col viso grondante d'acqua: il ciuffo candido appiccicato alla fronte, gocce come di rugiada tra le ciglia scure, il collo della canotta inzuppato d'acqua, un rivolo che scivolava curioso lungo il ventre.
Spoiler: show
Per la felicità di RuinNo

RuinNoYuki

Re: Un pasto romantico - Hanns Gottfried con Duke Davies

Messaggio da RuinNoYuki » 29/05/2013, 20:27

Sentii la porta del bagno aprirsi con impeto.
Voltai subito lo sguardo e strabuzzai gli occhi, sorpreso.
La porta alle spalle di Hanns si richiuse producendo un suono fastidioso.
Aveva gli occhi spalancati e mi guardava, col respiro accelerato.
La situazione era bloccata, continuavamo a fissarci senza proferire una parola.
Mi stavo perdendo completamente.
Non mi era mai successo di provare sensazioni così forti per uno sconosciuto..
Senza realmente pensarci mi avvicinai a passo veloce all’altro, e, altrettanto velocemente, alzai il viso baciandolo con foga.
Mi aggrappai a lui disperatamente, le braccia a cingergli la vita e le mani che si intrufolarono sotto la stoffa della giacca e della camicia, toccando la pelle calda.
Lo spinsi a me facendo forza con le braccia, finché non sentii il calore avvolgermi.
Mi era già capitato di baciarmi con completi sconosciuti in qualche discoteca la sera, mezzo ubriaco, ma nulla poteva essere paragonato a questo.
Volevo che mi scopasse dopo un’ora neanche dal nostro primo incontro.
Mi sentivo una puttana.

_aGreenFreeWorld

Re: Un pasto romantico - Hanns Gottfried con Duke Davies

Messaggio da _aGreenFreeWorld » 29/05/2013, 20:50

Le sue mani che cercavano voraci la mia pelle, erano fredde e il suo tocco improvviso e bramoso mi faceva rabbrividire. Sentivo il desiderio crescere come non mai e i pantaloni farsi improvvisamente più stretti. Ma non si poteva continuare così.
Succhiavo le sue labbra, esploravo la sua bocca, mi perdevo in ogni minimo gesto. Ero lì e allo stesso tempo non c'ero. Ero diviso: da una parte ero rimasto là fuori a rimuginare, con la testa tra le mani, sul giusto e sul sbagliato; dall'altra ero lì con Duke, con le sue mani gelide. Cazzo, quanto sono fredde
Un brivido mi percorse la pina dorsale appena le sue dita scesero lungo il basso ventre. Le presi, le bloccai nella presa salda del mio palmo. Lo costrinsi con malagrazia contro la parete, le braccia in alto bloccate nella mia morsa.
Duke mormorai al suo orecchio mentre le mie dita correvano ad accarezzargli la mandibola. Lo volevo. E lui poteva sentirlo. Ma non lì, non così. Io non ero quel genere di persona... Scopare così nel bagno... non è da me.

RuinNoYuki

Re: Un pasto romantico - Hanns Gottfried con Duke Davies

Messaggio da RuinNoYuki » 29/05/2013, 21:18

Quel cambiamento repentino, dal caldo del suo corpo al gelido della parete, mi ridestò leggermente dalle mie azioni.
Sentii la sua voce calda sussurrarmi nell’orecchio, un sussurro che prometteva ma che non dava subito.
Capì, solo dopo aver sentito il mio nome, quello che era successo.
Cosa diavolo mi era saltato in testa?
Saltare addosso così ad una persona per scopare in un bagno?
Pessimo.
Dissi a me stesso con vergogna.
Non avendo la forza di guardare Hanns negli occhi voltai la testa di lato e strattonai le braccia dalla sua presa, ottenendo la libertà.
Mi sentivo come ricoperto da una coperta di feltro.
I suoni attutiti, l’unico ben udibile quello del mio cuore agitato.
Per evitare ulteriori momenti di imbarazzo indossai la migliore espressione dura del mio repertorio e con quella uscii dal bagno, dirigendomi con passo insolitamente veloce e nervoso al tavolo, pronto a recuperare le mie cose ed ad andare a nascondermi a casa, sotto le coperte del mio letto, dalla vergogna.

_aGreenFreeWorld

Re: Un pasto romantico - Hanns Gottfried con Duke Davies

Messaggio da _aGreenFreeWorld » 29/05/2013, 21:37

No, no, no, no, no. Un colpo al cuore. Non era così che doveva andare. Non sarebbe dovuto fuggire via. Dovevamo parlare, conoscerci. Non baciarci, non violentarci così nel bagno lurido di una sporca focacceria.
Duke. Duke! esclamai uscendo dal bagno dietro di lui. Avevo la giacca aperta e la camicia mezza sbottonata, ma non m'importava. L'unica cosa a cui riuscivo a pensare era quella figura magra che camminava davanti a me cercando il nostro posto tavola. L'unica cosa che vedevo era il suo passo nervoso e i suoi occhi blu sconvolti coi quali mi aveva guardato poco prima. Non doveva andare così!
Duke! gridai di nuovo prendendolo per la spalla e costringendolo a girarsi verso di me. Non gli diedi il tempo di spiccicare una sillaba, di rivolgermi un qualche sguardo furioso e duro. Lo abbracciai, lasciando che nascondesse il volto contro il mio petto e posai le labbra sul suo capo, sui capelli bianchi ancora umidi.

RuinNoYuki

Re: Un pasto romantico - Hanns Gottfried con Duke Davies

Messaggio da RuinNoYuki » 21/09/2013, 22:14

Improvvisamente si mi mozzò il respirò.
Mi persi per qualche secondo in quel calore appoggiato alla sua spalla quasi in modo flemmatico.
Non avevo capito niente di quello che era successo e di quello che sarebbe successo dopo non volevo neanche pensarci.
Sapevo solo che tutto era stato troppo veloce e incoerente.
Mi tornò in mente la mattinata, quella sequela di avvenimenti fastidiosi, la caduta e l'incontro.
Sembrava quasi una favola.
Alzai brevemente lo sguardo e solo allora realizzai.
Il mio corpo si paralizzò e sentii il sangue venir meno al viso e una sensazione spiacevole allo stomaco.
Là, seduti al tavolo, dei ragazzi ci fissavano.
Non mi era mai piaciuto farmi vedere in giro in quei atteggiamenti.
Un conto era la sera, nei bar gayfriendly, dove la gente non ti vedeva neanche se gli saltavi addosso ...
Ma lì, alla luce del giorno, con la stanza piena di gente ...
L'idea che qualche conoscente, lì presente, mi stesse vedendo incominciava a sfiorarmi.
Se qualche compagno dovesse scoprire la mia sessualità sarei finito ...
Con forza dosata e decisione presi le spalle di Hanns e lo staccai da me.
Lui mi guardava, in attesa di qualcosa e con un lieve sorriso sulle labbra.
Anche sul mio viso sentivo un sorriso, una specie di paralisi facciale che si irradiava per il corpo, rendendolo difficile da muovere.
Con l'espressione immutata presi il più velocemente possibile il mio zaino.
Adocchiai sulla mia destra i ragazzi che ancora ci fissavano e, in quel momento, agii nell'unico modo che conoscevo per salvaguardarmi.
Il mio sorriso svanì e la mia faccia diventò dura.
Non toccarmi, frocio!
Non so per quale motivo ma, nella foga, la mia voce era risuonata più alta del voluto e, come in un incubo, il numero delle teste e degli occhi era duplicato.
Il mio sguardo si perse nel vuoto.
Ero congelato.
Spoiler: show
Scusa se ci ho messo tanto... ora sono anche in periodo esami e ho avuto un incidente quindi sono rimasto fermo a letto per più tempo di quel che pensassi!! SCUSA!!! Ai primi di Ottobre avrò più tempo e mi riattiverò totalmente!!!
ps: ho modificato il disegno del pg, spero ti piaccia!! viewtopic.php?f=80&t=1211

_aGreenFreeWorld

Re: Un pasto romantico - Hanns Gottfried con Duke Davies

Messaggio da _aGreenFreeWorld » 29/09/2013, 10:55

Non appena quelle sillabe si staccarono dalle sue labbra, impietrii. Rimasi lì, al centro del locale, immobile col braccio ancora mezzo sollevato verso di lui. Duke. Il sorriso di colpo spento sul mio volto. Frocio, mi aveva chiamato frocio. E un insulto di quel genere faceva male in qualsiasi lingua lo pronunciassi.
Mi sentivo stordito, come se un nugolo di api avesse preso residenza nella mia testa e con il loro continuo ronzare coprissero tutto il resto. Non riuscivo a sentire neanche i miei stessi pensieri con quel fastidioso ronzio. Come se avessi potuto pensare! Mi dibattevo tra l'incredulo e l'ottimistica prospettiva di aver immaginato tutto. Perché non ce la facevo, né avrei voluto essere capace, di credere a ciò che le mie orecchie avevano udito prima di riempirsi del ronzare apesco.
Non l'ha detto veramente... Eppure la sua espressione era tirata, dura. I liquidi occhi blu che poco prima s'erano fatto tanto accorati, erano freddi. Avevo già visto quella sua maschera, era quella con la quale mi si era presentato. E avevo anche visto con quanta facilità potesse incrinarsi. Ma in quel momento, non riuscivo a vedere altro che quella sua facciata di bronzo.
Duke... tentai, anche se ero consapevole che il mio fievole parlare non avrebbe riscosso alcun risultato.

RuinNoYuki

Re: Un pasto romantico - Hanns Gottfried con Duke Davies

Messaggio da RuinNoYuki » 29/09/2013, 13:43

Alzai lo sguardo quando sentii il mio nome.
Vidi il viso di Hanns spento, che mi guardava con quegli occhi che parevano essersi fatti quasi grigi, velati dalla delusione.
Sentii un tuffo al cuore.
Una di quelle sensazioni che ti vengono quando sai di aver dato il peggio di te.
Ma la paura, che mi aveva attenaliato il corpo poco fa, era ancora nell'aria.
Presente.
Sapevo che mi stava ancora occupando i polmoni e ogni angolo del corpo e che non sarebbe scomparsa finché non me ne fossi andato, fuggito.
Non mi importava di quello che avrei pensato dopo, di come mi sarei pentito per quello che avevo fatto.
Sentii il mio viso tirarsi in una smorfia mentre in un secondo prendevo la mia decisione.
Con la coda dell'occhio vidi Hanns lì in piedi fermo, in mezzo a una calca di visi non definiti.
Non ci misi molto a raggiungere la porta e ad uscire sulla strada.
E mentre camminavo, inondato dal rumore di macchine e voci sconosciute, il conto arrivò prepotente da pagare.
Sentivo la paura andare via e l'ansia incominciare a salire accompagnata fedelmente dal senso di colpa.
Fa male sentirsi il carnefice di una vittima che avresti potuto essere tu.
Sentii gli occhi inumidirsi ma non piansi.
La strada per arrivare a casa non mi parve mai così lunga e grigia.

_aGreenFreeWorld

Re: Un pasto romantico - Hanns Gottfried con Duke Davies

Messaggio da _aGreenFreeWorld » 30/09/2013, 21:15

Duke... Lo vidi lanciarmi un ultimo sguardo - i suoi occhi blu che parvero quasi attraversati da un'ombra di rammarico quando si posarono su di me, ma passò subito, veloce com'era apparsa. Poi si voltò. Vidi la sua schiena, le sue gambe aprirsi in larghi falcate. Lo vidi superare la soglia e allontanarsi da me.
Sapevo, o meglio speravo, di incontrare qualcuno durante quel viaggio che mi ero quasi imposto di compiere. Qualcuno che mi avrebbe potuto cambiare la vita. Ma non mi aspettavo che potesse accadere così: che in un attimo mi potesse travolgere e lasciarmi, poi, in balia di qualcosa che non potevo controllare. E Duke era fuggito senza dirmi niente, se non un insulto. Una vuota, sporca parola che mi aveva lanciato addosso.
Come avevo potuto anche solo desiderare la sua compagnia? Come avevo potuto illudermi di poterlo conoscere meglio, ormai solo quello mi sarebbe bastato? Ero stato un idiota ad approcciarmi così con lui... avevo sbagliato i modi, avevo voluto troppo. E ora mi ritrovavo lì senza niente.
Mi diressi mogio mogio, verso il bancone e gli sgabelli che fino ad un attimo prima avevamo occupato, ignorando gli sguardi della folla che si erano fissati su me da quando eravamo usciti dal bagno. Mi sedetti e sprofondai la testa tra i palmi. Non mi ero mai sentivo tanto stupido.

All'improvviso, alzai gli occhi. Forse speravo che fosse tornato, che occupasse il posto accanto al mio e mi stesse guardando con uno sguardo spensierato. Speranze vane. Duke se n'era andato. Era uscito da quella squallida focacceria con nessuna intenzione di ritornarci. Mi ci volle qualche altro istante per accorgermi che la cosa che mi aveva fatto alzare la testa era un sommesso sibilo che proveniva da qualche parte sul bancone sotto alle cartacce oleate che avevamo lasciato. Era un telefono che vibrava con insistenza. Non il mio. Era un modello un po' antiquato di quelli ancora col tastierino alfanumerico, di plastica scura quasi tendente al nero; vi era attaccato un ciondolino, una E metallica che mi oscillava dal pugno. Sul piccolo monitor lampeggiava un nome a caratteri cubitali con sotto le diciture 'rispondi' e 'chiudi'. 'Eddy'.
Eddy. E il ciondolo ne recava l'iniziale. Doveva essere una persona importante per Duke. Forse il suo amante. Quell'idea s'impossessò della mia mente.
Duke ed Eddy, persino i loro nomi suonano bene assieme! Mi ritrovai a pensare, perdendomi su vaneggiamenti di come sarebbe potuto essere questo Eddy, su quanto si amassero. Se n'è andato per questo... Perché questo Eddy...
E m'interruppi rendendomi conto di non aver ancora preso una decisione. 'Rispondi' o 'chiudi'. Cosa facevo? Dovevo rispondere. Una persona coscienziosa avrebbe risposto e chiesto un incontro per restituire il cellulare. Io ero un esemplare di coscienza e onestà. Almeno fino a prima di conoscere Duke. Non volevo rispondere, non mi andava di confrontarmi con colui che era di certo il suo amante. E venir a sapere cosa, poi? Che vivevano felici e contenti? Che mi ero comportato in quella mattinata in modo ancora più idiota di quanto avessi immaginato? Probabile. Ma il mio senso di giustizia prevalse e premetti il tasto verde.
Pronto? domandai, la voce sicura di quando avevo da nascondere qualcosa. Se quel Eddy era davvero l'amante di Duke di certo non sarebbe stato affatto contento nel venir a sapere che uno straniero qualunque era stato quasi per scoparselo nel bagno di una squallida focacceria. Sono Hanns Gottfried. E ho trovato questo cellulare

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